Cucinare con la Ghisa

Spesso capita di sentir parlare della cottura su ghisa, ma cosa significa davvero utilizzarla? Quali sono i vantaggi? Davvero è così diversa la cottura degli alimenti?

Capiamo meglio di che materiale stiamo parlando e quali sono le sue caratteristiche che lo rendono così utile in cucina:

Che cos’è la ghisa?
Perché scegliere la Ghisa in cucina?
Cucinare sulla Ghisa fa male?
Come usare pentole e padelle in Ghisa
Il primo utilizzo della Ghisa
Trattare e pulire la Ghisa

Che cos'è la ghisa?

La ghisa è una lega metallica costituita dalla fusione, che avviene ad alte temperature, di ferro e carbonio.

La ghisa è un materiale classico, utilizzato fin dall’antichità, che sta ritornando in tempi moderni grazie a delle migliorie tecnologiche e ad un ritorno della cucina sana.

Le bistecchiere o le pentole in ghisa hanno un grande vantaggio rispetto ai tradizionali strumenti di cottura, ed è per questo che possono essere utilizzate su ogni tipo di piano cottura, compreso l’induzione. Quest’ultimo sempre più diffuso nelle nostre cucine.

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Perché scegliere la Ghisa in cucina?

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Ci sono tanti e ottimi motivi per scegliere di cucinare con le pentole di ghisa, primo fra tutti la sua straordinaria capacità di diffondere calore in modo uniforme su tutta la superficie della pentola e mantenerlo costante per lunghi periodi di tempo.

Altro motivo per nulla trascurabile è quello del risparmiamo energetico. Le pentole in ghisa, avendo per loro natura la capacità di accumulare calore per poi rilasciarlo lentamente, ti consentiranno  di usare un fornello piccolo, di spegnere il fuoco prima della fine della cottura e completare quindi la cottura a fuoco spento.

Un ulteriore vantaggio dato dalla scelta della Ghisa è quello di permettere la perfetta riuscita della reazione di Maillard, donando ai tuoi piatti aspetto, sapori e profumi senza pari!

Cucinare sulla Ghisa fa male?

La ghisa è un materiale naturale e se non trattata con rivestimenti antiaderenti chimici, non fa male, non ha controindicazioni e non è assolutamente cancerogena, anzi cucinare sulla ghisa nuda, come quella di GHISANATIVA, che non subisce quindi trattamenti chimici per rendere le superfici antiaderenti è sano e salutare perché gli alimenti a contatto diretto con la ghisa assorbono il ferro elemento indispensabile per il nostro organismo.

In commercio esistono pentole in ghisa con trattamenti antiaderenti, per questo è bene leggere molto bene le istruzioni prima di effettuare un’acquisto.

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Risultato della reazione di Maillard

Come usare correttamente pentole e padelle in Ghisa?

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AMALTEA - Pentola con doppio manico - GHISANATIVA

La ghisa essendo un materiale composto per la maggior parte di ferro ha il vantaggio di poter essere utilizzata su qualsiasi fonte di calore: dalla fiamma viva, al forno, alle piastre elettriche, al barbecue, alla legna fino ai più moderni e comodi piani ad induzione.

La ghisa ha il pregio di permetterti cotture versatili che vanno dalla cottura veloce a calore intenso alla cottura lenta a calore diffuso.

Puoi sbizzarrirti anche con le modalità di cottura: puoi arrostire, caramellare, cuocere nel forno e grigliare. Con le bistecchiere in ghisa rigate otterrai quelle bellissime righe sulla carne, tanto apprezzate dagli occhi di tutti.

Il primo utilizzo della Ghisa: consigli pratici

Prima dell’utilizzo vero e proprio per la cottura dei vostri alimenti è bene effettuare una serie di passaggi molto semplici: lavare la piastra a mano ed asciugarla bene per poi farla scaldare su di una fonte di calore. Quando sarà calda potete ungere con un filo d’olio tutta la superficie ed asciugarla con della carta assorbente da cucina.

Questo procedimento prepara la ghisa per le cotture successive, più la userete e maggiore sarà lo strato che si andrà a creare a mo’ di pellicola che la renderà sempre più antiaderente. Ed ora potete iniziare a cucinare!

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MAIA - Pentola alta con manico lungo - GHISANATIVA

GHISANATIVA, per offrirvi un prodotto di eccellenza, già in azienda si occupa del trattamento di precondizionamento della pentola. Si tratta di una tecnica utilizzata fin dal IV secolo aC per rendere più resistenti gli oggetti in ferro e preservarli dall’ossidazione. Viene steso un velo di olio di oliva manualmente con un pennello con setole vegetali per nutrire in profondità il materiale ferroso, dopodiché l’olio viene polimerizzato in forno alla temperatura di 400° C. Il risultato è una superficie perfettamente antiaderente senza dover ricorrere a smalti sintetici e vernici.

Trattare e pulire la Ghisa: lavastoviglie sì o no?

Le pentole in ghisa sono molto resistenti, una corretta manutenzione permette alle stoviglie di durare letteralmente una vita. La pulizia deve avvenire preferibilmente a mano ed anche in caso di bruciatura degli alimenti possiamo seguire questi passaggi:

  • rimuovere il cibo dalla padella
  • cospargere la superficie di bicarbonato di sodio e versare un bicchiere di acqua
  • porta il tutto ad ebollizione poi lascia raffreddare
  • lavare ed asciugare bene

Durante il risciacquo è consigliato l’uso di acqua calda e poco sapone, possibilmente delicato, ecologico e senza odori. L’unica indicazione è quella di non utilizzare una spugna eccessivamente abrasiva.

Infine, prima di riporla, è raccomandato il riutilizzo di una piccola quantità di olio su tutta la superficie per preservarla al meglio, soprattutto in previsione di lunghi periodi di inutilizzo.

Rimuovere il cibo dalla padella
Aggiungere il bicarbonato
Portare tutto ad ebollizione
Lavare ed asciugare bene

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